Scena III: La schiavitù a Borsippa

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Scena III: LA SCHIAVITÙ A BORSIPPA

 

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La scena del libro: Madre Anh è venduta come schiava in un’officina di Borsippa, una città dell’impero partico che sorgeva vicino all’antica Babilonia (odierno Iraq). Il suo compito è forgiare armi per l’esercito, compresi pugnali simili a quello che i guerrieri Parti hanno usato per uccidere Mastro Quyen.

 

 

L’immagine: Madre Anh sta realizzando un “pugio”, un piccolo pugnale che trafugherà dall’officina per usarlo come arma personale. Anni più tardi diventerà il pugnale sacro di sua figlia Venus Anh, la dea Romana dei diritti delle donne. In questa immagine ho rappresentato Madre Anh da sola, lontana dalle guardie e dagli altri schiavi. L’obiettivo era mettere in risalto il temperamento di questa donna tenace, impegnata a lavorare duramente nonostante si trovi in una situazione difficile, sola e in schiavitù.

 

 

Dietro le quinte: La fotografia è stata scattata nel Castello di Tassara, in provincia di Piacenza. Per un colpo di fortuna abbiamo trovato gli accessori adatti (il vecchio tavolo di legno e le catene arrugginite) proprio nel locale in cui è stata realizzata l’immagine. Gli attrezzi da lavoro li abbiamo presi da un’officina vicino al castello. Il pugnale e il fodero, invece, li abbiamo ordinati mesi prima dalla Spagna e sono una replica accurata di quelli in uso dai soldati Romani della tarda epoca repubblicana. Per quanto riguarda la luce, abbiamo scelto un’illuminazione naturale, con il sole di metà mattina proveniente dal lato sinistro dell’immagine. Ignazio ha posizionato un grande pannello riflettente (2 m x 2 m) a sinistra dell’inquadratura per mitigare la luce.

 

L’immagine della Scena III ha una composizione piana, quasi bidimensionale, creata da una composizione di forme rettangolari ed è prevalentemente monocromatica. Mi sono ispirato in parte a quadri storici, come il ritratto della madre realizzato James McNeill Whistler, dal titolo Arrangement in Grey and Black, No. 1. Sul significato dell’immagine e della donna che vi è raffigurata c’è un meraviglioso articolo di Daniel E. Sutherland (Professore emerito di Storia all’Università dell’Arkansas) consultabile a questo link.

 

È interessante notare che il Prof. Sutherland descrive la madre del pittore come una donna che durante tutta la vita ha dimostrato, tra le altre qualità, “pazienza e perseveranza”, proprio come Madre Anh nel libro.

 

ML Sund