Scena VII: L'alba di martedì

Venus Anh Scene VII.jpg

>> Read the post in English

 

SCENA VII: L’ALBA DI MARTEDÌ

 

 

111 AC

 

 

La scena del libro: Dopo aver passato la sua prima notte nel Regno di Bitinia da sola sul carro, Madre Anh viene svegliata all’alba del martedì mattina da Mastro Elpidius, venuta a prenderla per farne la sua schiava. Ex soldato romano, Mastro Elpidius è un fabbro molto rispettato nella regione che insieme alla sua squadra di venti schiavi produce armi e attrezzature militari che gli vengono commissionate persino dalla famiglia reale. È significativo che questo nuovo capitolo della vita di Madre Anh inizi di martedì: d’ora in poi sarà un giorno sacro, che segna la liberazione dalla violenza.

 

 

L’immagine: Illuminata dalla calda luce dell’alba, la scena nella foresta crea un senso di profondità, con un focus sui soggetti e sul manto di foglie secche. È un’ambientazione misteriosa ma al tempo stesso confortevole, il luogo in cui comincia la nuova vita di Madre Anh, svegliata da Mastro Elpidius che è fermo sopra di lei in un atteggiamento di comando e le prende la mano con un gesto deciso ma non rude.

 

Mastro Elpidius è un personaggio piuttosto misterioso, l’abbigliamento ci fornisce alcuni indizi su di lui e al tempo stesso fa insorgere alcune domande. Il fabbro indossa alcuni capi tipici dei cittadini romani del tardo periodo repubblicano (tra il 200 AC e il 27 AC), come la tunica bianca di lana sotto la toga. Ma proprio la toga ha un aspetto inusuale: normalmente di colore bianco, quella di Mastro Elpidius è cremisi, colore che nell’Antica Roma era associato all’ambiente militare e ritrovava frequentemente in bandiere e scudi, più raramente in righe sottili nell’abbigliamento dei senatori Romani. La toga tutta rossa di Mastro Elpidius ci dice che il personaggio che non aderisce completamente alle usanze romane. D’altra parte in questo momento risiede al di fuori del territorio Romano, nel Regno di Bitinia (vicino all’odierna Istanbul). La domanda è dunque: perché non vive nel mondo Romano? Per scelta? La monarchia della Bitinia intratteneva rapporti di amicizia con Roma e si serviva della sua potenza militare per reprimere gli attacchi delle tribù e dei popoli vicini, era un territorio adatto a una persona dallo spirito indipendente o a un ex soldato espulso dall’esercito. Un altro indizio dello stile anticonformista di Mastro Elpidius è il berretto rosso originario della Frigia, una zona dell’Anatolia confinante con la Bitinia. Utilizzato comunemente in quella regione, era molto simile al pileus, il copricapo indossato dai liberti con cui spesso veniva confuso. Dunque, il cappello di Mastro Elpidius potrebbe essere un segno di simpatia verso gli schiavi, nonostante ne possieda una ventina.

 

È interessante notare che il berretto frigio fu utilizzato per secoli in Europa come simbolo di libertà e conobbe una grande fortuna nel 1787, durante la Rivoluzione Francese. Questo famoso cappello è presente anche sul sigillo del Senato statunitense.  Per maggiori informazioni sulla storia del berretto frigio clicca qui.

 

 

Dietro le quinte: La fotografia è stata scattata in Emilia-Romagna nel tardo pomeriggio, con la luce del sole schermata dagli alberi. L’obiettivo è posto in basso, quasi a livello del suolo, per conferire un tono imponente all’attore Angelo Luca Barilaro che impersona Mastro Elpidius. Avevo chiesto all’attrice Ysabel Loh (Madre Anh) di posare la testa sul cassone del carro ma durante le riprese ha alzato spontaneamente il volto per guardare Angelo e credo che in questo modo abbiamo catturato la posa perfetta: crea un forte legame tra i due personaggi!

 

ML Sund