Scena V: Giustizia in Bitinia

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SCENA V: GIUSTIZIA IN BITINIA

 

111 AC

 

 

 

La scena del libro: Dopo un mese di viaggio su un carro, Madre Anh e la guardia arrivano nei pressi della città di Nicomedia, nel Regno di Bitinia. Qui si svela il piano del soldato: vendere Madre Anh a un nuovo padrone tramite la mediazione di un trafficante. Quando quest’ultimo estrae una moneta d’oro per pagare la guardia, Madre Anh prende il pugnale che aveva forgiato di nascosto e uccide il suo aguzzino con tredici pugnalate. Il trafficante scappa a cavallo e Madre Anh, rimasta sola, trascorre la notte sul carro.

 

 

 

L’immagine: Madre Anh regge il pugnale insanguinato e osserva con solenne soddisfazione il cadavere della guardia. La scena si svolge al tramonto in una foresta della Bitinia vicino alla costa, sullo sfondo si vedono la foresta e il carro vuoto. Per la prima volta Madre Anh si trova sola e, per un momento, libera. È riuscita a prendere in mano il suo destino, a combattere per la libertà, la dignità e l’autodeterminazione. Si sarà spinta troppo oltre? Che conseguenze avranno le sue azioni?

 

 

Dietro le quinte: La foto è stata scattata in un bosco dell’Emilia-Romagna accanto a un paesino dove, per fortuna, abbiamo trovato un carro da utilizzare per la scena. Ignazio ha regolato l’illuminazione per simulare la luce del tramonto: in realtà era pieno pomeriggio. Il nostro producer Johnny Petrucci si è prestato come modello e ha impersonato la guardia stesa a terra senza vita.

 

 

Johnny: “Sono rimasto subito affascinato dal progetto Venus Anh. La realizzazione delle fotografie ha richiesto due mesi, le difficoltà organizzative erano simili a quelle di un cortometraggio. Le 55 immagini dovevano rappresentare le corrispettive scene del libro e ho avuto tantissime riunioni con Michael per coordinare tutto: modelli, oggetti di scena e ambientazioni.

Non c’era stato il tempo per un sopralluogo a Tassara, abbiamo allestito il set giorno per giorno e ho un meraviglioso ricordo delle chiacchierate creative/organizzative che intrattenevo ogni sera con Michael davanti a un bicchiere di vino locale.

 

"Una sera stavamo discutendo su come rappresentare la scena in cui Mastro Elpidius trasporta Madre Anh in città: raffigurare la donna in catene mentre cammina lungo la strada non ci sembrava la soluzione migliore. Michael ha proposto di metterla su un carro: un’idea fantastica ma avevamo solo un giorno per trovarlo! Ho telefonato ad alcune aziende che noleggiano attrezzature cinematografiche a Roma e Milano ma non era possibile spedire il carro a Tassara in giornata. Ho chiesto a tutte le persone che conoscevo nella zona e al proprietaria del castello mi ha dato il numero dell’impresario funebre del paese. Un ottimo suggerimento: lui e il figlio avevano proprio il carro che faceva per noi, siamo stati davvero fortunati. C’è stato solo un contrattempo: sono andato a vedere il carro alle dieci di mattina e quando mi hanno offerto un enorme bicchiere di grappa fatta in casa non ho potuto dire di no! Accanto al magazzino in cui tenevano il carro c’era un piccolo sentiero che conduceva a un boschetto, diventato ben presto il set per le scene V, VI e VII.

 

"All’inizio pensavamo di prendere il carro solo per un giorno ma era così bello che abbiamo deciso di usarlo anche per la fotografia che raffigura l’uccisione della guardia. Purtroppo il modello che impersonava la guardia doveva tornare a Roma di mattina presto… e così ho dovuto travestirmi e stendermi in mezzo alla strada fingendomi morto! C’è voluta più di un’ora e mezza per ottenere l’inquadratura e l’illuminazione giuste e non ero molto comodo con tutti quei sassolini appuntiti sotto il braccio, per non parlare del freddo a gambe e piedi nudi ma devo dire che ne è valsa la pena. Michael ha scattato un’ottima foto!”

 

ML Sund